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L'ESPERIENZA IN PERÙ
Mariana Ramos -Argentina

Siamo arrivati in Peru Lima un gruppo di 27 clown dall’US, Italia, Canada e insieme ai peruviani, eravamo un gruppo di 40 clown. A Lima abbiamo visitato ospedali, centri per malati d’AIDS, orfanotrofi.

Dopo tre giorni siamo partiti per Iquitos, terra meravigliosa e accogliente. Oltre alle visite negli ospedali, centri per anziani, malati psichici, carceri. In questo viaggio abbiamo lasciato un segno visibile della nostra presenza. Abbiamo colorato le facciate di due strade del quartiere Belén. E’ nella zona delle palafitte in Via Venezia, molto vicino al fiume, che nel periodo delle piogge si allaga completamente per quattromesi l’anno.

Belen è un quartiere poverissimo, le fognature a cielo aperto. La spazzatura buttata sulle strade, dove i bambini giocano. Dal mattino presto si possono vedere da lontano, nuvole nere sul cielo di Belen. Lenta danza nera dei gallinazos, rapaci che aspettano. Quartiere dove abitano mille di famiglie, in condizione d’estrema povertà, disaggio fisico e sanitario.

Il primo giorno siamo passati facendo una parata con musica e animazione, gli odori nauseabondi erano insopportabili. Ho visto in faccia alle donne, la stanchezza, la mancanza di uno sguardo di pace e serenità. In molti uomini si percepiva una depressione tragica e ancestrale devastata dall’alcool. Il secondo giorno nel quartiere di Belen i clown si sono tolti i nasi, e hanno presso un pennello in mano e insieme ai padroni d’ogni casa hanno cominciato ha dipingere le facciate.

Era commovente vedere, ogni giorno come i vicini delle altre case si contagiavano e cominciavano a pulire le loro, ed insieme con un clown cominciava a pitturare. I primi giorni sceglievano sempre gli stessi colori, rosso e blu, e pian piano si sono accorti che potevano colorare con differenti combinazioni, cosi oggi, due strade di Via Venezia del quartiere Belén de Iquitos è bellissima. Rosso, Blu. Fucsia. Ci sono fiori. Cuori. Un enorme sole.

Alcune donne mi chiedevano: Per che fatte questo? si eravamo un gruppo cattolico, o era la pubblicità di una marca di pittura. Che cosa volete a cambio? Qual è il nome del politico che fa questo? Ho saputo che molti politici, per scrivere i loro nomi su le case, offrono da bere ai padroni. “Un politico che offre da bere, in un paese come il Peru, dove il tasso dell’alcoolismo è altissimo e devastante en tutta la popolazione é un criminale”.

Io, non potendo dipingere, stavo con i bambini, giocavamo e li perseguitavo a ritmo di musica. Quanto mi hanno fatto correre per tutta Via Venezia! Bambini belli, alcuni non ancora depressi. Tristi. Aggressivi. Dolci. Sporchi. Arrabbiati. Senza denti. Bambini con sguardo aperto e curioso.Come tutti i bambini del mondo giocano, ma loro giocano fra la mondezza, le fecce, i cani randagi malati… Oltre a giocare con i bimbi, approfittavo a parlare con le Donne che stavano su la strada a vendere i loro cibi, pollo, riso, torte di marmellate, frutta..

Donne forti. Ho sentito i racconti della loro vita, i desideri per un futuro migliore, il coraggio di andare avanti. Sono le donne coraggiose che portano avanti la casa il cibo i figli. La figura paterna in Peru è quasi inesistente, e in molti casi se c’è ubriaco violento o depresso. Cera una signora anziana di 86 anni, non si alzava dal letto, quasi cieca e invalida. Aveva avuto 18 figli e solo un anno e mezzo fasi era sposata con il suo uomo. Prima non sì fidava…. Vivevano lì da sempre. Mi sono commossa vedendo la dolcezza del nipote di 9 anni, quanto era amorevole con la sua nonna.

Il nostro agire è stato un modo concreto e gioioso per aiutare la gente del quartiere Belen, un modo per alzare la loro auto stima. Sono stati giorni felici e faticosi, per il caldo e il lavoro, ma ho visto nello sguardo d’ogni clown e della gente una luce di felicità. L’ultimo giorno abbiamo concluso con una parata musicale per tutto il quartiere ballando e cantando insieme a 300 bambini. E’ stato bellissimo.

Questa è la seconda volta che vado in Perù e le impressioni che sempre mi lascia sono due: una è un amaro in bocca, per le condizionid’estrema povertà. Ed un’altra ammirazione, per il loro coraggio di vivere. La conquista dell’America del sud non è ancora finita. I governi che abbandona alla propria popolazione e lascia che viva in una strema povertà, senza istruzione è un modo di conquista. Io sono Latino America, sono stata fortunata per che sono bionda con occhi verdi. Una gringa, e come a tutti i gringo Latinoamericano ci hanno insegnato che quelli che vivono ai margini, los cabezitas negras, los nero, los gronchos, sono gente che non contano. E’ gente pericolosa.

Noi siamo stati una settimana fra i marginati, i poveri la gente della periferia, quelli che non contano. Io chiacchieravo con gli adulti, giocavo con i loro bimbi. Ho visto persone , che sognano un futuro migliore per i loro figli, che hanno desideri. Ma non possono?
Non vogliono?
Non hanno voglia di lavorare?
No!
Sono immersi nella più ancestrale delle depressioni hanno vissuto per anni in un totalitarismo, attualmente strumentalizzati da politici corrotti. Abbandonati senza acceso ai beni culturali e materiali. Alcoolismo, mal nutrizione, senza istruzione. Abusi sessuali hanno logorato intere generazioni. Como volete che un popolo sì ribelle, e si sviluppi?

Il nostro gesto, di colorare insieme le loro case è un messaggio: per cambiare le regole : uscire dai propri privilegi, guardarsi in torno, usando la cultura e l’arte come strumento di solidarietà, “concreta” e gioiosa.

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